I fondi strutturali sono uno degli strumenti finanziari con cui l'Unione europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue
regioni. Gli altri strumenti sono la Banca
europea per gli investimenti (BEI) e il fondo di coesione. L'obiettivo congiunto di questo sistema di azioni è quello di ridurre il divario tra gli Stati (o regioni di Stati) in ritardo di sviluppo
e quelli più avanzati.
La programmazione è l'insieme dei
processi di organizzazione, decisione e finanziamento volti ad attuare, in un arco pluriennale, l'azione
congiunta dell'Unione europea e degli Stati membri, così come prescritto dal Regolamento
generale sui fondi strutturali (regolamento CE n.1260 del 1999, articolo 9).
Gli interventi previsti dal nuovo ciclo di programmazione (settennio 2000-2006) sono caratterizzati dalla maggiore concentrazione geografica e finanziaria,
dalla gestione più decentrata, da controlli rafforzati e dall'incremento dell'efficacia.
I principi della riforma dei fondi strutturali sono stati definiti in tre tappe fondamentali:
la Comunicazione della Commissione europea “Agenda
2000” (1997);
Un esempio dello sforzo di concentrazione per rendere più efficaci le misure è dato dalla riduzione degli obiettivi prioritari, che passano da sei della programmazione 1994-1999 a tre:
obiettivo 1: promuove lo sviluppo e l'adeguamento
strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo
obiettivo
2: sostiene la riconversione economica e sociale delle zone che devono affrontare
problemi strutturali
obiettivo 3: si concentra sull'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche nazionali ed europee in materia di occupazione,
istruzione e formazione
Tre sono anche i documenti programmatici attraverso
i quali si attuano i fondi strutturali: