Glossario
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| Accordo di Programma Quadro (APQ) |
L’Accordo di Programma Quadro costituisce lo strumento attuativo
dell’Intesa istituzionale di Programma nei settori d’intervento previsti dalla medesima.
In particolare, l’Accordo indica:
- le attività e gli interventi da realizzare,
con i tempi e le modalità di attuazione;
- i soggetti responsabili ed i relativi impegni;
- le risorse finanziarie occorrenti, a valere sugli
stanziamenti pubblici o reperite tramite finanziamenti
privati;
- le procedure ed i soggetti responsabili per il
monitoraggio e la verifica dei risultati.
I promotori degli APQ sono Stato, Regione e Enti pubblici. Queste stesse amministrazioni, con anche l'intervento dei privati, rappresentano i soggetti attuatori.
L’APQ viene sottoscritto dai responsabili
amministrativi delle strutture coinvolte e riporta,
in allegato, le schede degli interventi con l’indicazione
puntuale delle caratteristiche dei progetti.
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| Acquis communitaire |
Il corpo di norme e prassi comunitarie che caratterizza
l’Unione europea. |
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| Addizionalità |
È uno dei cinque princìpi dell’azione
strutturale comunitaria: stabilisce che l’aiuto
dell’UE non deve avere come conseguenza una riduzione dell’impegno degli Stati membri,
ma si deve semplicemente aggiungere a quest’ultimo. |
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| Analisi di tipo congiunturale |
Lo studio di variabili socioeconomiche condotto nel
breve termine. |
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Aree sottoutilizzate |
La definizione (sulla base dell’art. 27, comma
16 della Legge 488/99 - Legge finanziaria 2000)
comprende:
- le sei regioni Obiettivo 1 (Basilicata, Campania,
Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia);
- le regione Abruzzo in considerazione della scarsa
durata, nel passato ciclo di programmazione, del
sostegno transitorio (phasing out) dall’obiettivo
1 a favore di questo territorio;
- la regione Molise attualmente in regime di sostegno
transitorio (phasing out) dall’obiettivo 1;
- le aree del Centro-Nord destinatarie dei Fondi
Comunitari nel presente ciclo di programmazione
(Aree Obiettivo 2);
- le aree del Centro-Nord incluse nella precedente
programmazione comunitaria e beneficiarie quindi
del regime di sostegno transitorio (phasing out
dagli obiettivi 2 e 5b);
- le zone beneficiarie di Aiuti di Stato ai sensi
dell’art. 87.3.c. |
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| Aree in phasing out |
Si tratta di aree che, in quanto ricomprese nelle definizioni
di Obiettivo 1 oppure Obiettivi 2 e 5B nel ciclo
di programmazione 1994-1999, sono beneficiarie,
nel presente ciclo di programmazione comunitaria
2000-2006, di un sostegno transitorio accordato
al fine di rendere meno drastico il passaggio da
un regime di sostegno a un regime senza aiuti. La
definizione comprende l’intero territorio
del Molise (in uscita dall’obiettivo 1), e
aree del Centro-Nord corrispondenti a popolazione
per circa 5 milioni e 900 mila abitanti. |
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| Area pubblica |
È un aggregato di Enti ancora più ampio di
quello del Settore Pubblico Allargato, in quanto - ispirandosi al criterio della “proprietà
pubblica” - comprende tutti quegli enti che svolgono un’attività rilevante ai fini
della politica economica nazionale e, pertanto, anche le aziende a partecipazione statale. |
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| Arrivi
(Turismo) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il numero
di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi (alberghieri o complementari)
nel periodo considerato. |
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Asse |
Gli Assi prioritari sono le aree di intervento in cui si articola il QCS.
Nel QCS Obiettivo 1 2000-2006 sono individuate 6 aree che rappresentano le priorità strategiche per le scelte di investimento da realizzare nel periodo di programmazione (regolamento CE n. 1260 del 1999, articolo 9):
- Asse I: Valorizzazione delle risorse naturali e ambientali (Risorse naturali)
- Asse II: Valorizzazione delle risorse culturali e storiche (Risorse culturali)
- Asse III: Valorizzazione delle risorse umane (Risorse umane)
- Asse IV: Potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo (Sistemi locali di sviluppo)
- Asse V: Miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita associata (Città)
- Asse VI: Rafforzamento delle reti e nodi di servizio (Reti e nodi di servizio)
Nel QCS Obiettivo 3 2000-2006 sono individuate 6 aree corrispondenti ai campi di intervento del FSE - all'interno dei quali sono stati individuati uno o più obiettivi specifici:
Il seguente link apre un sito esterno Asse A: Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro
Il seguente link apre un sito esterno Asse B: Integrazione nel mercato del lavoro delle persone più esposte al rischio di esclusione sociale
Il seguente link apre un sito esterno Asse C: Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione e dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento lungo l'intero arco di vita
Il seguente link apre un sito esterno Asse D: Promozione di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile; sostegno all'imprenditorialità; sviluppo del potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
Il seguente link apre un sito esterno Asse E: Sostegno alle pari opportunità per le donne sul mercato del lavoro
Il seguente link apre un sito esterno Asse F: Accompagnamento del QCS e dei Programmi Operativi
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| Audit |
Attività
di controllo, obiettiva e indipendente, finalizzata
ad aggiungere valore e a migliorare il funzionamento
di un’organizzazione. |
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| Autorità
di Gestione |
È il soggetto responsabile dell’attuazione del
QCS e dei programmi operativi. Si tratta di organismi pubblici o privati, nazionali, regionali o locali
designati dallo Stato membro per la gestione di un intervento finanziato dai fondi comunitari (regolamento
CE n.1260 del 1999, articolo 9). L’Autorità di gestione del QCS 2000-2006 obiettivo 1 e del
PON ATAS è il Servizio per le Politiche dei Fondi strutturali comunitari del Dipartimento per
le politiche di sviluppo e coesione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. |
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| Autovalutazione |
Valutazione eseguita dai responsabili della formulazione
e realizzazione di un intervento di sviluppo. |

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| Bilancio consuntivo (o rendiconto) |
Documento contabile nel quale sono riassunti e dimostrati i risultati ottenuti dalla gestione amministrativa e finanziaria condotta durante l’esercizio di riferimento, mediante l'analisi effettuata a
posteriori delle operazioni di entrata e di spesa effettivamente realizzate. |

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| Clima di fiducia |
Clima di fiducia dei consumatori, Clima
di fiducia delle imprese manifatturiere |
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| Clima di fiducia dei consumatori |
Secondo la definizione dell’ISAE è l’indicatore
del clima di fiducia valuta l’ottimismo/pessimismo del consumatore sulla base della media di nove indicatori semplici ottenuti come saldi ponderati delle risposte inerenti “le situazioni economiche generale
e personale (passate e future), la tendenza della disoccupazione, la possibilità e convenienza
del risparmio, la valutazione del mercato dei beni durevoli, il bilancio finanziario della famiglia”. |
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| Clima di fiducia delle imprese manifatturiere |
Secondo la definizione dell’ISAE è l’indicatore
del clima di fiducia valuta l’ottimismo/pessimismo degli imprenditori sulla base della media di tre
indicatori semplici ottenuti come saldi ponderati delle risposte inerenti“ giudizi sul livello
degli ordini totali, aspettative a breve termine della produzione e livello delle scorte”. |
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| Complemento di programmazione |
È il documento in cui sono specificate le misure
descritte nei Programmi Operativi (PO) e che indica i modi di attuazione di ogni singolo
intervento e la relativa ripartizione dei fondi strutturali (i PO sono cofinanziati dai fondi
strutturali comunitari e da quelli nazionali pubblici
e privati). Il Complemento di programmazione deve essere trasmesso alla Commissione europea
per informazione. |
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| Completamenti |
Interventi finanziati con le risorse per le aree depresse
stanziate con la legge 208/98, finalizzati al completamento di opere pubbliche incomplete. |
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| Consumi finali |
Secondo la definizione dell’ISTAT rappresentano il
valore dei beni e servizi impiegati per soddisfare direttamente i bisogni umani, siano essi individuali
o collettivi. Sono utilizzati due concetti: la spesa per consumi finali e i consumi finali effettivi.
La differenza fra i due concetti sta nel trattamento riservato ad alcuni beni e servizi che sono finanziati
dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie,
ma che sono forniti alle famiglie come trasferimenti sociali in natura; questi beni sono compresi nel
consumo effettivo delle famiglie, mentre sono esclusi dalla loro spesa finale. (Sistema europeo dei conti,
SEC 95). |
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Contabilità pubblica
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È il complesso delle norme che disciplinano l’attività
di gestione degli Enti pubblici, comprendente -
fra l’altro - la loro organizzazione finanziario-contabile
e la gestione del loro bilancio. |
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| Conti economici nazionali e territoriali |
Secondo
la definizione dell’Istat sono i quadri sintetici
delle relazioni economiche che si hanno tra le differenti
unità economiche di una data comunità
in un determinato periodo. Essi riportano, in un
certo ordine, le cifre relative alla situazione
economica del Paese, o di un suo territorio, sulle
risorse disponibili e sul loro uso, sul reddito
che si è formato e sulle sue componenti,
sul processo di accumulazione e sul suo finanziamento,
sulle relazioni con il resto del mondo e su altri
fenomeni. Attualmente i conti economici territoriali
sono pubblicati da Istat con uno sfasamento temporale
di circa due anni rispetto ai dati nazionali (solo
per alcuni aggregati è disponibile la stima
ad un anno di distanza). |
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| Conti Pubblici Territoriali (CPT) |
Il progetto Conti Pubblici Territoriali (CPT) è finalizzato alla misurazione dei flussi finanziari sul territorio. La Banca Dati, ricostruita a partire dal 1996 e aggiornata con ritardo di 12-18 mesi rispetto al periodo di riferimento dei dati, consente di avere informazioni circa il complesso di entrate e spese (correnti e in conto capitale) delle amministrazioni pubbliche nei singoli territori regionali. I CPT si riferiscono all'universo del Settore Pubblico Allargato e offrono diverse chiavi di lettura: regioni e macro-aree, classificazioni settoriali, categorie economiche e livelli di governo. Il Settore Pubblico Allargato include, oltre alla Pubblica Amministrazione (PA), anche l'Extra-PA, ovvero Imprese Pubbliche Nazionali e Imprese Pubbliche Locali, comparto formato da enti rilevati capillarmente sul territorio e non considerati in modo organico da alcuna altra fonte statistica.
L'esistenza di una rete di Nuclei è alla base dell'organizzazione dei CPT, prodotti da un Nucleo Centrale, che opera nell'ambito dell'Unità di valutazione degli investimenti pubblici del DPS, e da 21 Nuclei operativi presso ciascuna Regione.
Per maggiori informazioni sui CPT è possibile consultare la pagina http://www.dps.mef.gov.it/cpt/cpt.asp
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| Conto consolidato |
Conto relativo al complessivo universo di Enti di riferimento,
il quale si ottiene individuando ed elidendo i flussi finanziari che costituiscono trasferimenti tra gli
Enti considerati, cioè attraverso l’operazione contabile di consolidamento, grazie alla quale si evitano duplicazioni e pertanto sovrastime dell’effettivo ammontare delle risorse finanziarie gestite dal
Settore pubblico a livello nazionale e/o regionale. |
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| Conto economico |
Documento contabile, composto secondo i criteri
della competenza economica, in cui sono evidenziati in modo analitico gli elementi positivi (ricavi)
e negativi (costi) conseguenti alla gestione di un organismo (impresa o anche ente pubblico), dalla
cui somma algebrica si ottiene il risultato economico (reddito o perdita) della gestione dell’esercizio considerato. |
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| Conto
finanziario (o Conto del bilancio) |
Documento contabile, redatto in termini sia di competenza
(accertamenti/impegni) che di cassa (riscossioni/pagamenti),
i cui elementi attivi e passivi portano a dimostrare l’esito della gestione rispetto alle previsioni
iniziali; anch’esso si conclude con la dimostrazione sia del risultato contabile di gestione che di quello di amministrazione, in termini di avanzo, disavanzo o pareggio. |
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| Contratti d'Area |
Il Contratto d'Area è uno strumento operativo attivato da Enti locali, Parti sociali, altri soggetti interessati, con lo scopo di favorire l'occupazione in una determinata area di dimensioni ridotte. Riguarda soprattutto aree di crisi indicate dalla 263/93 , ma anche aree rientranti negli obiettivi 1, 2, 5b. Il Contratto è sottoscritto anche dalle amministrazioni pubbliche competenti per territorio.
Deve essere nominato un Responsabile unico fra gli Enti pubblici sottoscrittori, con il compito di favorire l'esecuzione del Contratto.
La Regione, e lo Stato, devono assicurare la coerenza del Contratto con gli strumenti della programmazione e con le disponibilità di risorse statali e regionali. |
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| Contratti di Programma |
Il Contratto di Programma è stato istituito per la prima volta con la Legge 64 del 1986. Ha successivamente seguito una complessa evoluzione normativa caratterizzata da numerose stratificazioni amministrative.
La normativa di riferimento dei Contratti di Programma è oggi rappresentata dalla Legge 488/92 per quanto riguarda la disciplina delle agevolazioni concedibili, mentre le procedure e i criteri di istruttoria sono definiti dalla delibera CIPE n°26 del 2002 (regionalizzazione della Programmazione negoziata) e dai due Decreti del Ministero per le Attività Produttive del 12 novembre 2003, contenente le procedure di istruttoria, e del 19 novembre 2003, contenente i criteri di priorità per la selezione delle proposte.
Il Contratto di Programma può essere proposto dalle imprese di grandi dimensioni, da consorzi di medie e piccole imprese e da rappresentanze di distretti industriali. E' stipulato da questi soggetti con le amministrazioni statali competenti per la realizzazione in aree definite di piani organici di investimenti produttivi, operanti anche in più settori, che potranno comprendere attività di ricerca e servizi a gestione consortile. |
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| Crediti di imposta |
I crediti di imposta rappresentano una forma di finanziamento agevolato alle imprese, sotto forma di risparmio fiscale. Tale meccanismo di contributo a fondo perduto ha assunto in questi ultimi anni un'importanza sempre maggiore nell'ambito degli interventi di finanza agevolata finalizzati ad incentivare gli investimenti delle imprese italiane.
Numerose leggi hanno introdotto provvedimenti comprendenti crediti di imposta: a partire dalla Legge 341/1995, alla Legge 140/1997 – che concedeva bonus fiscali per l'attività di ricerca industriale – alla Legge finanziaria del 1998 e del 1999 che hanno esteso il criterio di incentivazione adottato per la ricerca scientifica, ai settori del commercio e del turismo e alle imprese creatrici di nuova occupazione nonché a quelle che aderiscono ad accordi di "programmazione negoziata". |
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| Dati anomali o outlier |
Dati o osservazioni campionarie il cui valore risulta
poco coerente con gli altri, a causa ad esempio di errori di rilevazione. In tal caso si può tentare una ricostruzione del dato interessato attraverso tutte le altre osservazioni della serie. |
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| Dati mancanti |
Omissioni che una serie storica presenta per carenze nella rilevazione. La ricostruzione del dato può avvenire attraverso le informazioni disponibili. |
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| Documento Unico di Programmazione (DOCUP) |
Il Documento unico di programmazione è lo strumento in cui si articolano gli interventi relativi alla programmazione delle zone che rientrano nell’obiettivo 2 per il periodo 2000-2006. I Docup sono quattordici, uno per ciascuna regione e provincia autonoma del Centro Nord. |

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| Enti locali |
Gli Enti locali territoriali previsti dall’ordinamento vigente sono le Regioni, le Province e i Comuni; in senso più lato, a questa categoria di Enti possono essere ricondotte altre forme istituzionali operanti in ambito locale, in particolare per l’esercizio associato dei servizi pubblici, quali le Aree metropolitane, le Comunità montane, le Unioni di Comuni ed i Consorzi di Enti locali. Infine, un ulteriore comparto - tuttora di dimensioni indefinite, sia dal punto di vista numerico che quantitativo - è quello degli Enti dipendenti e delle Società partecipate dai vari Enti locali territoriali. |
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| Esportazioni |
Secondo la definizione dell’ISAE sono costituite dai trasferimenti di beni (merci) e di servizi da operatori residenti a operatori non residenti (Resto del mondo). Le esportazioni di beni includono tutti i beni (nazionali o nazionalizzati, nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito, escono dal territorio economico del Paese per essere destinati al Resto del mondo. Esse sono valutate al valore Fob (Free on board) che corrisponde al prezzo di mercato alla frontiera del Paese esportatore. Questo prezzo comprende: il prezzo ex fabrica, i margini commerciali, le spese di trasporto internazionale, gli eventuali diritti all'esportazione. Le esportazioni di servizi comprendono tutti i servizi (trasporto, assicurazione, altri) prestati da unità residenti a unità non residenti. (Sistema europeo dei conti, SEC 95). |

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| FEOGA |
Fondo europeo di orientamento e di garanzia agricola. |
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| FESR |
Fondo europeo di sviluppo regionale. |
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| Flussi finanziari |
Costituiscono gli sviluppi della gestione effettuata nel corso dell’esercizio annuale i quali hanno effetti finanziari e sono rilevati, in termini monetari, mediante la contabilità finanziaria che è la forma di contabilità ancora più diffusa tra le Amministrazioni pubbliche. |
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| Fondi strutturali |
I fondi strutturali sono uno degli strumenti finanziari con cui l’Unione europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue regioni. L’obiettivo congiunto di questo sistema di azioni è quello di ridurre il divario tra gli Stati (o regioni di Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati. I fondi comunitari per il 2000-2006 sono quattro:
- FSE: Fondo sociale europeo
- FESR: Fondo europeo per lo sviluppo regionale
- FEAOG: Fondo europeo per l’agricoltura, orientamento e garanzia
- SFOP: Strumento finanziario di orientamento per la pesca
Il FESR e il FEOGA perseguono obiettivi di natura territoriale.
Il FSE persegue invece un obiettivo di natura trasversale alle specifiche zone territoriali dove intervengono il FESR e il FEOGA, in quanto finanzia l'adeguamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione.
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| Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) |
Il Fondo per le Aree Sottoutilizzate è l'unione di due Fondi intercomunicanti affidati ai Ministeri dell'Economia e delle Finanze e delle Attività Produttive*. I due Fondi, per la comune ispirazione e per la gestione unitaria che li caratterizza, possono considerarsi alla stregua di un “Fondo Unico per le Aree Sottoutilizzate”.
Tale assetto finanziario per la politica regionale per lo sviluppo è stato adottato a partire dalla Legge finanziaria 2003 unificando in tal modo tutte le risorse finanziarie aggiuntive nazionali destinate per l'85% al Sud e per il 15% al Centro Nord.
Per il 2003, il Cipe** ha ripartito le risorse nazionali aggiuntive per il triennio 2003-2005, per un totale complessivo di 11.474 milioni di euro, di cui 5.669 milioni di euro per investimenti pubblici in infrastrutture materiali e immateriali e 5.160 milioni di euro per incentivi.
FONDO UNICO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE (FAS) DISPOSIZIONI CIPE PER LA DESTINAZIONE |
Ministero Economia e Finanze |
Ministero Attività Produttive |
- Investimenti pubblici per il finanziamento delle intese istituzionali di programma
- Autoimprenditorialità e autoimpiego
- Credito di imposta per gli investimenti
- Credito d'imposta per l'occupazione nel Mezzogiorno
- Investimenti in campagne pubblicitarie localizzate
- Contratti di filiera agroalimentare
- Completamento di iniziative di investimento pubblico avviate in vigenza dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno.
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- Incentivi alle imprese per bandi Legge 488/1992
- Contratti di programma
- Patti territoriali
- Contratti d'area
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Fonte: Delibera CIPE n. 16/2003
* I fondi sono stati istituiti ai sensi degli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002 n. 289. Per una descrizione e analisi del funzionamento del fondo nel primo anno dall'istituzione si veda la relazione MEF-DPS “Il fondo per le Aree Sottoutilizzate. Elementi informativi sull'attuazione 2003”, maggio 2004, disponibile sul sito www.dps.mef.gov.it.
** Con Delibere n. 16 e n. 17 del 9 maggio 2003, n. 23 del 25 luglio 2003 e n. 83 del 13 dicembre 2003. |
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| Forze di lavoro |
Secondo la definizione dell’ISAE è il totale delle persone occupate e di quelle in cerca di occupazione (disoccupati, persone in cerca di prima occupazione e altre persone in cerca di occupazione). |
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| FSE |
Il Fondo sociale europeo (FSE), istituito con il trattato di Roma nel 1957, è il più antico tra i Fondi strutturali. È il principale strumento finanziario di cui l'Unione Europea si serve per sostenere l'occupazione negli Stati membri oltre che per promuovere la coesione economica e sociale. |

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| Gemellaggio istituzionale PHARE |
Il
programma di gemellaggio è stato istituito
dalla Commissione europea nell’ambito delle
politiche di allargamento della UE.
Si tratta di uno strumento che consente ad alcuni
Stati membri
di sostenere i Paesi
candidati nella preparazione della loro
adesione all’Europa. L’assistenza è finalizzata
al recepimento stabile dell’acquis
comunitario e al rafforzamento delle
strutture, sistemi, risorse umane e professionalità
necessarie per l’attuazione di tali norme
e per l’applicazione delle politiche comunitarie
tramite lo sviluppo di specifiche competenze amministrative
e tecniche. |

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| Impieghi delle banche |
Secondo la definizione della Banca d'Italia, gli impieghi delle banche includono i finanziamenti a clientela ordinaria nelle seguenti forme tecniche: sconto di portafoglio, scoperti di conto corrente, operazioni autoliquidanti (finanziamenti per anticipi su effetti, altri titoli di credito e documenti accreditati salvo buon fine), finanziamenti per anticipi su operazioni di import-export, mutui, anticipazioni attive non regolate in conto corrente, riporti attivi, sovvenzioni diverse non in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessione di stipendio, cessioni di credito, crediti impliciti nei contratti di leasing finanziario, impieghi con fondi di terzi in amministrazione, «altri investimenti finanziaria» (ad es. negoziazioni di accettazioni bancarie). Gli impieghi a breve termine hanno una scadenza fino a 18 mesi, quelli a medio e a lungo termine oltre i 18 mesi. |
| Impieghi totali delle banche (Credito) |
Secondo la definizione della Banca d’Italia, l’aggregato comprende, oltre agli impieghi, i pronti contro termine attivi, gli effetti insoluti e al protesto propri, le partite in sofferenza e gli interessi netti da addebitare alla clientela. |
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| Importazioni |
Secondo la definizione dell’ISTAT sono costituite
dagli acquisti all'estero (Resto del mondo) di beni
(merci) e di servizi, introdotti nel territorio
nazionale. Le importazioni di beni comprendono tutti
i beni (nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito,
entrano nel territorio economico del Paese in provenienza
dal Resto del mondo. Esse possono essere valutate
al valore Fob, o al valore Cif (costo, assicurazione,
nolo) che comprende: il valore Fob dei beni, le
spese di trasporto e le attività assicurative
tra la frontiera del Paese esportatore e la frontiera
del Paese importatore. Le importazioni di servizi
includono tutti i servizi (trasporto, assicurazione,
altri) prestati da unità non residenti a
unità residenti. (Sistema europeo dei conti,
SEC 95). |
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| Importazioni nette |
Secondo la definizione dell’ISTAT sono costituite dalla differenza tra importazioni ed esportazioni. (Sistema europeo dei conti, SEC 95). |
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| Imprese |
Imprese cessate, Imprese iscritte, Imprese registrate, Natimortalità delle imprese. |
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| Imprese cessate |
Imprese iscritte al Registro che hanno comunicato la cessazione dell’attività. |
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| Imprese iscritte |
Imprese per le quali è già stata fatta la denuncia presso le CCIAA di competenza per l’iscrizione al Registro. |
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| Imprese registrate |
Imprese presenti nell’archivio e non cessate, indipendentemente dallo stato di attività assunto (attiva, inattiva, sospesa, in liquidazione, fallita). |
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| Indicatori di contesto |
Si tratta di un insieme ampio di variabili, finalizzate ad indirizzare l’azione pubblica, che colgono gran parte degli aspetti da cui deriva la convenienza a vivere, a lavorare, a fare impresa in un dato territorio. Nell’ambito del QCS 2000-2006 Obiettivo 1 è stata prevista la costruzione e il monitoraggio di un insieme di indicatori di contesto, relativi ai sei assi del Programma e se ne è stabilito il monitoraggio periodico per verificarne l’evoluzione in concomitanza con la realizzazione degli interventi programmati. L’aggiornamento periodico degli indicatori di contesto per il QCS 2000-2006 Obiettivo 1 è disponibile sul sito (Il seguente link apre un sito esterno) www.istat.it. |
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| Indicatori di programma |
Nell’ambito dei programmi comunitari, per poter sorvegliare l'attuazione di un programma e giudicarne l'efficacia rispetto agli obiettivi fissati si utilizza un insieme di indicatori, da stabilire in anticipo o all'inizio dell'esecuzione del programma. Si distinguono vari tipi di indicatori:
- indicatori di realizzazione fisica – rappresentano
le realizzazioni materiali riferite all’attività
finanziata. Sono misurati in unità fisiche
o finanziarie (ad esempio, chilometri di strada
costruiti, numero di imprese che hanno beneficiato
di un sostegno finanziario, ecc.);
- indicatori di risultato - sono gli effetti diretti e
immediati sui beneficiari delle azioni finanziate (ad
esempio, riduzione del tempo di percorrenza, costi di trasporto o numero di persone effettivamente formate). Si riferiscono a statistiche che segnalano se si stanno realizzando le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi finali, possono descrivere primi effetti, esistenza e miglioramento di strumenti, …
- indicatori di impatto – I risultati possono essere
espressi in termini di impatti sul conseguimento
degli obiettivi del programma e costituiscono
le basi principali per valutare la riuscita
o meno dell'intervento in questione. Comprendono
dunque statistiche che segnalano, direttamente
o attraverso proxy, il grado di raggiungimento
degli obiettivi finali.
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| Institution building |
Il rafforzamento delle strutture, sistemi, risorse umane e professionalità necessarie per l’attuazione di tali norme e per l’applicazione delle politiche comunitarie tramite lo sviluppo di specifiche competenze amministrative e tecniche. |
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| Intese Istituzionali di Programma (IIP) |
L'intesa Istituzionale di Programma, momento di
raccordo delle varie tipologie negoziali poste in
essere nell'ambito regionale, "…costituisce
lo strumento con il quale sono stabiliti congiuntamente
tra il Governo e la Giunta di ciascuna Regione o
Provincia autonoma gli obiettivi da conseguire ed
i settori nei quali è indispensabile l'azione
congiunta degli organismi predetti. Essa rappresenta
l’ordinaria modalità del rapporto tra
Governo nazionale e Giunta di ciascuna Regione e Provincia autonoma per favorire lo sviluppo, in
coerenza con la prospettiva di una progressiva trasformazione
dello Stato in senso federalista".
La sottoscrizione dell’Intesa permette alle
parti - Governo, Giunte delle Regioni e delle Province
autonome - di collaborare per l’attuazione
di un piano pluriennale di interventi di interesse
comune e funzionalmente collegati da realizzarsi
nel territorio della singola Regione o Provincia
autonoma e nel quadro della programmazione statale
e regionale. |
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| Investimenti fissi lordi |
Secondo la definizione dell’ISTAT sono costituti dalle acquisizioni (al netto delle cessioni) di capitale fisso effettuate dai produttori residenti a cui si aggiungono gli incrementi di valore dei beni materiali non prodotti. Il capitale fisso consiste di beni materiali e immateriali prodotti destinati ad essere utilizzati nei processi produttivi per un periodo superiore ad un anno. (Sistema europeo dei conti, SEC 95). |
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| Investimenti
lordi (formazione lorda di capitale) |
Secondo la definizione dell’ISTAT comprendono:
gli investimenti fissi lordi;
la variazione delle scorte;
le acquisizioni meno le cessioni di oggetti di valore.
Gli investimenti lordi includono gli ammortamenti, mentre gli investimenti netti li escludono. (Sistema europeo dei conti, SEC 95). |

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| Legge 488/1992 |
La legge 488/1992 rappresenta il principale strumento nazionale attraverso cui il Ministero delle Attività Produttive offre sostegno agli investimenti privati nell'industria, nel turismo e nel commercio. La Legge 488/1992 opera con un meccanismo "a bando" e finanzia piani di investimento organizzati in programmi di più anni (da due a quattro). Le tipologie di investimento finanziabili sono nuovi impianti, ampliamenti, ammodernamenti, ristrutturazioni, riconversioni, riattivazioni o trasferimenti di impianti produttivi esistenti. |
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| Livello di disaggregazione |
Indica il livello di dettaglio a cui viene condotta l’analisi. |

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| Macro-area |
Si intende la disaggregazione a livello più alto del territorio nazionale, ossia la sola distinzione Centro Nord, che comprende le tre ripartizioni di cui sopra, e il Mezzogiorno. |
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| Mandated body |
Oltre alle Amministrazioni pubbliche, anche altri enti possono partecipare ai gemellaggi purché possiedano riconosciuta competenza nello specifico settore oggetto del progetto e siano accreditati come mandated body presso la Commissione. I mandated body sono enti, prevalentemente a partecipazione pubblica, senza fine di lucro e con una consolidata esperienza nell'applicazione dell'acquis comunitaria. |
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| Mercato del lavoro |
Forze di lavoro, Occupato, Persona in cerca di occupazione, Popolazione attiva, Popolazione non attiva, Tassi di occupazione, Tasso di attività, Tasso di disoccupazione.
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| Misura |
È lo strumento attraverso il quale trova attuazione un asse prioritario. |
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| Modelli econometrici |
Insieme di equazioni quantitative utilizzato per descrivere in modo semplificato il comportamento di un certo numero di variabili e per la loro eventuale previsione. |
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| Monitoraggio |
Il complesso di procedure, tecniche e attività volte alla rilevazione e al trattamento dei dati relativi allo stato di attuazione finanziaria, fisica e procedurale di un investimento. |

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| Natimortalità delle imprese |
Secondo la definizione dell’Unioncamere è il saldo tra imprese iscritte e cessate. |

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| Obiettivo 1 |
Ai sensi del Regolamento 1260/1999 del Consiglio, recante disposizioni generali sui Fondi Strutturali, venivano identificate come Obiettivo 1 le aree in cui il Pil pro-capite regionale, espresso in parità di potere d'acquisto, risultava essere, sulla base della media degli ultimi tre anni disponibili, inferiore al 75% della media comunitaria. Il riferimento per il ciclo di programmazione 2000-2006 era ai dati del periodo 1994-1996.
I territori regionali che rientravano nell'Obiettivo erano: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per le Aree Obiettivo 1, in ragione dell'ammontare delle risorse finanziarie destinate e della notevole estensione territoriale, vi era un significativo coordinamento nazionale ed una integrazione – almeno formale - fra tutti i Fondi Strutturali.
Il Governo Centrale, le Regioni e l'Unione Europea hanno concordato e negoziato un documento strategico, il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS), contenente il quadro finanziario e i criteri e indirizzi per le specifiche strategie da attuare tramite i Programmi Operativi Regionali (POR) e Nazionali (PON), finanziati congiuntamente dai Fondi Strutturali.
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| Obiettivo 2 |
Comprendeva, secondo le definizioni comunitarie del Regolamento 1269/1999, aree in fase di mutazione economica nel settore industria e servizi; aree rurali in fase di declino; zone urbane o dipendenti dalla pesca, in difficoltà o zone ad esse contigue.
La definizione delle aree Obiettivo 2 è compiuta nell'ambito di un plafond di popolazione prefissato per ciascuno degli Stati membri a livello comunitario. All'interno di ciascuno Stato membro si procede alla ripartizione della popolazione rispettando i criteri regolamentari di individuazione delle aree. Nella fase di programmazione 2000-2006 l'obiettivo 2 comprende aree e criteri di selezione relativi a due obiettivi distinti - 2 e 5b- del ciclo di programmazione 1994-1999. Riguarda aree del Centro Nord.
Le Regioni del Centro Nord definiscono la strategia da realizzare tramite i tre principali Fondi Strutturali con tre diversi documenti programmatici, rispettivamente sotto il coordinamento del Ministero per l'Economia e Finanze, del Ministero del Lavoro e del Ministero per le attività agricole e forestali: il Documento Unico di Programmazione (Docup), co-finanziato dal Fesr, il Programma Operativo Regionale (POR), co-finanziato dal Fse e il Piano di Sviluppo Rurale (PSR), co-finanziato dal Feoga.
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| Obiettivo 3 |
Secondo le definizioni comunitarie del Regolamento 1260/1999 l'obiettivo 3 è volto a favorire l'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione. Nella fase di programmazione 2000-2006 l'obiettivo 3 comprende aree e criteri di selezione relativi a due obiettivi distinti - 3 e 4 - del ciclo di programmazione 1994-1999. |
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| Obiettivi di Servizio (OdS) |
Per Obiettivi di Servizio si intende, nell’ambito del QSN 2007-2013, un meccanismo premiale volto a migliorare alcuni servizi essenziali e a creare condizioni favorevoli per l'attrazione di investimenti privati. Si tratta di raggiungere target stabiliti in quattro ambiti strategici: Istruzione, Servizi di cura per l’infanzia e per gli anziani, Gestione dei rifiuti urbani e Servizio idrico integrato. Il CIPE, con la Delibera n.82/2007, ha stanziato 3 miliardi di euro del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) da assegnare come premi alle Regioni del Mezzogiorno e al Ministero della Pubblica Istruzione. I target stabiliti sono misurabili attraverso undici indicatori statistici, selezionati sulla base di un processo decisionale condiviso, il cui andamento stima l'offerta e la qualità dei servizi nei quattro settori individuati. Le Amministrazioni coinvolte nell’assegnazione del premio si sono impegnate a raggiungere nel 2013, per ciascun indicatore, valori stabiliti, uguali per tutte. Una quota del premio sarà assegnata già nel 2009 sulla base del miglioramento registrato rispetto alla situazione di partenza.
Per maggiori informazioni sugli Obiettivi di Servizio, è possibile consultare la pagina http://www.dps.mef.gov.it/obiettivi_servizio
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| Occupato (Forze di lavoro) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è la persona di 15 anni e più che soddisfa almeno uno dei seguenti requisiti:
1) avere un'attività lavorativa, anche se nel periodo di riferimento non ha effettuato ore di lavoro;
2) aver effettuato una o più ore di lavoro
retribuite nel periodo di riferimento, indipendentemente
dalla condizione dichiarata;
3) aver effettuato una o più ore di lavoro non retribuite presso un'impresa familiare. |

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| Paese candidato |
Paese che ha presentato domanda di adesione all’Unione
Europea:
- Bulgaria
- Romania
- Croazia
- Turchia
- ex Repubblica jugoslava di Macedonia
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| Patti Territoriali |
Il Patto territoriale è un accordo stipulato
tra differenti soggetti locali – imprese,
enti locali, associazioni industriali e del lavoro,
ecc. – volto ad individuare obiettivi di sviluppo
condivisi, ed una batteria di interventi produttivi
ed infrastrutturali tra loro integrati, necessari
per conseguirli. Lo strumento è stato regolamentato
dalla L. 662/96, art. 2, comma 203, lett. d) che definisce il Patto un "accordo, promosso da
enti locali, parti sociali, o da altri soggetti
pubblici o privati (…) relativo all’attuazione
di un programma di interventi caratterizzati da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo
locale".
Le competenze per la gestione dei Patti Territoriali che sono state recentemente trasferite al (Il seguente link apre un sito esterno) Ministero delle Attività Produttive sono in corso di ulteriore trasferimento alle Regioni. |
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| PECO |
Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che si stanno preparando per l’ingresso all’Unione: Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria. |
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| Permanenza media (Turismo) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto tra il numero di notti trascorse (presenze) e il numero di clienti arrivati (arrivi) nella struttura ricettiva (alberghi ed esercizi complementari). |
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| Persona in cerca di occupazione (Forze di lavoro) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è la persona di 15 anni e più non occupata e che dichiara:
1) di non aver effettuato ore di lavoro nel periodo
di riferimento;
2) di essere alla ricerca di un lavoro;
3) di aver effettuato almeno un'azione di ricerca
di lavoro attiva nelle quattro settimane che precedono
il periodo di riferimento;
4) di essere immediatamente disponibile (entro due
settimane) ad accettare un lavoro, qualora gli venga
offerto. Le persone in cerca di occupazione possono
essere suddivise in base alla loro condizione dichiarata
in a) disoccupati in senso stretto; b) persone in
cerca di prima occupazione; c) altre persone che
cercano lavoro (studenti, casalinghe, ritirati dal
lavoro ecc.). |
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| Popolazione attiva |
Secondo la definizione dell’ISTAT è la somma delle persone occupate, di quelle disoccupate alla ricerca di nuova occupazione e delle persone in cerca di prima occupazione. |
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| Popolazione
non attiva |
Secondo la definizione dell’ISTAT è costituita dalla popolazione in condizione non professionale meno le persone in cerca di prima occupazione. |
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| Premialità |
La
Premialità è un meccanismo di incentivazione
introdotto dal Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006
per un importo relativo a circa il 10 per cento
del totale delle risorse pubbliche del QCS, che
consente di premiare i comportamenti virtuosi dei
singoli programmi e diffondere le migliori esperienze.
Il sistema della premialità dei Fondi strutturali è costituito
da due riserve, una comunitaria pari al 4 per cento
e una nazionale pari al 6 per cento. Le due riserve
sono regolate da criteri, meccanismi di assegnazione
e tempi di allocazione diversi e presentano entrambe,
pur con alcune differenze, una struttura di incentivi
tale da stimolare la competizione tra amministrazioni
per modernizzare la Pubblica
Amministrazione e la gestione dei fondi. |
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| Presenze (Turismo) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il numero
delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi. |
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| Prezzi |
Prezzi al consumo (indice dei), Prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (indice dei). |
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| Prezzi al consumo (indice dei) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è la variazione nel tempo dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi scambiati tra gli operatori economici ed i consumatori privati finali. |
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| Prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (indice dei) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è la variazione nel tempo dei prezzi al dettaglio dei beni e servizi correntemente acquistati dalle famiglie di lavoratori dipendenti non agricoli (operai ed impiegati). |
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| Prezzi base |
Secondo la definizione dell’ISTAT, nel Sistema europeo dei conti (SEC 95) i prezzi base sono dati dal prezzo di mercato (quello che il produttore può ricevere dall’acquirente) dedotte le imposte sui prodotti (esclusa l’IVA) e compreso ogni contributo ai prodotti. (vedi: Valore aggiunto)
(Sistema europeo dei conti, SEC 95). |
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| Prezzi di mercato |
Secondo la definizione dell’ISTAT, nel Sistema europeo dei conti (SEC 95) i prezzi di mercato sono dati da quello che il produttore può ricevere dall’acquirente. (vedi: Valore aggiunto) (Sistema europeo dei conti, SEC 95). |
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| Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (PIL) |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il risultato finale dell'attività di produzione delle unità produttrici residenti. Corrisponde alla produzione totale di beni e servizi dell'economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata dell'IVA gravante e delle imposte indirette sulle importazioni.
E' altresì, pari alla somma dei valori aggiunti
ai prezzi di mercato delle varie branche di attività
economica, aumentata dell'IVA e delle imposte indirette
sulle importazioni, al netto dei servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati (SIFIM). (Sistema
europeo dei conti, SEC 95). |
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| Produttività |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto fra la produzione ed il complesso dei fattori che sono stati impiegati per tale produzione. Essa si presenta dunque, sotto forma di una frazione il cui numeratore esprime la quantità materiale della produzione esaminata e il cui denominatore rappresenta, invece, l'insieme dei fattori che sono stati necessari per ottenere tale produzione. Non è facile misurare la produttività di un complesso così ampio di fattori (produttività globale), per cui ci si limita all'esame della produttività parziale, espressa sulla base del rapporto tra una misura della produzione ed una misura di uno o più fattori della produzione. |
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| Produttività del lavoro |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto tra l'intero valore della produzione realizzata e il volume o la quantità del lavoro (numero degli occupati e/o ore lavorate) impiegato nella produzione. |
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| Progetti Integrati Territoriali (PIT) |
I Progetti Integrati Territoriali sono un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario. Il Progetto Integrato Territoriale si articola dunque in componenti progettuali esplicitamente collegate dalla finalizzazione comune allo sviluppo territoriale. Il PIT rappresenta una specifica modalità di attuazione degli interventi cofinanziati dal Quadro Comunitario di Sostegno per le regioni Obiettivo1. |
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| Programmazione Negoziata |
La Programmazione negoziata ha lo scopo “di regolare gli interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati e che comportano attività decisionali complesse, nonché la gestione unitaria delle risorse finanziarie”. Gli strumenti di attuazione sono individuati in:
- Intesa Istituzionale di Programma, attuata mediante Accordo di Programma Quadro
- Patto territoriale
- Contratto di programma
- Contratto di area.
La Programmazione negoziata è stata formulata con la legge 662 /1996, art. 203, legge finanziaria per l'anno 1997. La stessa legge ha demandato al CIPE il compito di regolamentare gli strumenti di attuazione della politica economica nazionale, delegandone anche l'approvazione, nonché la ripartizione delle risorse finanziarie pubbliche destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate. |
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| Programmi Operativi |
Programmi Operativi sono gli strumenti in cui si
articola l’attuazione del “Quadro comunitario
di sostegno per le regioni italiane dell’obiettivo 1 2000-2006”.
I Programmi Operativi Obiettivo 1 attualmente vigenti
sono 14, di cui 7 regionali (POR), e 7 nazionali (PON), gestiti dalle Amministrazioni centrali. I 7 programmi regionali riguardano le 6 regioni dell'obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), cui si aggiunge il Molise, l'unica regione italiana in sostegno transitorio:
I 7 programmi nazionali affidati ad amministrazioni
centrali e che affrontano temi settoriali, sono "Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico,
alta formazione"; "La scuola per lo sviluppo";
"Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno";
"Sviluppo locale"; "Trasporti";
"Pesca" e "Assistenza tecnica".
Nell'ambito dell'Obiettivo 3 sono stati avviati 14 Programmi Operativi regionali (POR) a beneficio delle regioni del Centro Nord e delle Province autonome di Trento e Bolzano, e un unico Programma Operativo Nazionale (PON Azioni di sistema). |
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| Project fiches |
Documenti in cui sono specificati gli obiettivi e le necessità delle amministrazioni richiedenti, nonché il budget disponibile per la realizzazione dei progetti. |
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| Project Leader |
Nell'ambito di ciascun gemellaggio istituzionale Phare sono
previsti due project leader, uno per il Paese candidato
ed uno per lo Stato membro. Essi hanno la responsabilità
globale del progetto, ne gestiscono l’intera evoluzione ed hanno il compito di redigere, in base
anche alle informazioni fornite dal consigliere di pre-adesione, rapporti trimestrali sull’evoluzione
del progetto, nonché il rapporto finale da sottoporre alla Delegazione della Commissione europea
dislocata in ciascun Paese candidato. |
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| Punto di contatto nazionale (National Contact Point) |
Si tratta di un funzionario nazionale nominato in ciascuno
Stato membro e Paese candidato che sarà il
principale punto di contatto per le attività
di gemellaggio di quel paese.
Per l'Italia il punto di contatto è
presso il Ministero degli Affari Esteri, Ufficio II della Direzione Generale per l’Integrazione
Europea. Le informazioni relative alla gestione dei progetti possono essere reperite sul sito del
Ministero degli Affari Esteri. |

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| Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) |
Il Quadro Comunitario di Sostegno (o QCS) è il documento relativo al periodo di programmazione 2000-2006 che contiene la strategia e le priorità d'azione dei Fondi strutturali in un determinato Stato membro o in una sua regione, definendo altresì gli obiettivi specifici degli interventi e la partecipazione finanziaria dei Fondi strutturali e delle altre risorse finanziarie. Il QCS getta le basi e gli indirizzi per la stesura del Programmi Operativi (PO), garantendo il coordinamento dell'insieme degli aiuti strutturali comunitari nelle regioni interessate da vari PO. In Italia, per la programmazione 2000-2006, sono stati approvati due Quadri Comunitari di Sostegno, uno per l'Obiettivo 1 e l'altro per l'Obiettivo 3. |
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| Quadro comunitario di sostegno (QCS) Obiettivo 1 - 2000-2006 |
Il QCS o "Quadro comunitario di sostegno per le regioni italiane dell'obiettivo 1 2000- 2006", approvato dalla Commissione europea il 1° agosto 2000, è gestito dal Ministero Economia e Finanze, e costituisce il documento di programmazione delle risorse dei fondi strutturali destinate alle regioni italiane in ritardo di sviluppo. Esso è il risultato di un lungo processo di discussione e negoziazione che ha coinvolto, oltre al Ministero dell'Economia e delle Finanze ed alla Unione Europea, Regioni, Amministrazioni nazionali, Enti locali, Parti economiche e che si è concluso con l'elaborazione del “Programma di sviluppo per il Mezzogiorno” e dei Programmi operativi regionali e nazionali.
Il “Quadro comunitario di sostegno per le regioni italiane dell'obiettivo 1 2000- 2006”, avviato nel dicembre 1998 rappresenta, dunque, il documento contenente la strategia, le priorità di azione ed i relativi obiettivi specifici, e che definisce la partecipazione dei Fondi strutturali comunitari e le altre risorse finanziarie.
Esso si attua attraverso 14 Programmi Operativi, di cui 7 regionali (POR), e 7 nazionali (PON), gestiti dalle Amministrazioni centrali.
Anticipando l'imminente devoluzione di competenze dal livello centrale al livello regionale, circa l'80% delle risorse per il periodo 2000-2006 è destinato ai 7 POR, mentre il rimanente ai 7 Programmi Operativi Nazionali. |
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| Quadro comunitario di sostegno (QCS) Obiettivo 3 - 2000-2006 |
Il QCS obiettivo 3 approvato con Decisione della Commissione 1120 del 18/7/2000 è gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e si riferisce esclusivamente alle regioni del Centro-Nord e ad alcune azioni di sistema attuate a livello nazionale.
La strategia nazionale descritta nel QCS obiettivo 3 persegue la crescita economica e l'espansione dell'occupazione, coadiuvate da un processo di riforma e rinnovamento dei sistemi riguardanti l'istruzione, la formazione ed il mercato del lavoro. I campi di intervento toccati dalla strategia riguardano i percorsi di apprendimento e di inserimento lavorativo della popolazione, la risposta ai fabbisogni manifestati dal mercato da parte della domanda di lavoro, nonché gli strumenti ed i servizi diretti a facilitare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro e a migliorare la qualificazione della forza lavoro. |
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| Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (QSN) |
Documento di orientamento strategico previsto dai regolamenti comunitari della politica di coesione 2007-2013 (art. 27 del Regolamento generale CE 1083/2006 sui Fondi Strutturali) che definisce la strategia scelta dallo Stato e contiene l'elenco dei Programmi Operativi attraverso i quali esso intende attuare la propria programmazione. La proposta presentata dall'Italia alla Commissione europea il 2 marzo 2007 è stata approvata in versione definitiva il 13 luglio 2007. Il processo che ha portato alla stesura del QSN è stato formalmente avviato il 3 febbraio 2005 con l'approvazione, da parte della Conferenza Unificata, delle "Linee guida per l'elaborazione del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013".
Il documento approvato è il risultato di un esteso percorso caratterizzato da un importante confronto partenariale fra Amministrazioni centrali e regionali, esponenti del partenariato istituzionale e di quello economico e sociale.
Per maggiori informazioni consulta il sito web del DPS all'indirizzo http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn.asp
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| Resident Twinning Advisor (RTA) |
Un esperto, funzionario pubblico impiegato nell’amministrazione
di uno Stato membro, che lavora a tempo pieno nel paese candidato per almeno un anno; sul piano operativo
è la figura più importante del progetto. Deve avere competenza nell’applicazione dell’acquis comunitario e viene messo a disposizione dallo Stato membro per un periodo variabile da uno a tre anni.
Distaccato presso l’amministrazione del Paese candidato, ha il compito di coordinare tutte le
fasi e le attività del progetto, fornire assistenza diretta all’amministrazione ed
organizzare la partecipazione degli esperti coinvolti nelle missioni. |
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| Ripartizioni territoriali |
Disaggregazione del territorio nazionale usata solitamente nelle
analisi territoriali, adottata anche dall’Istat.
Nord-Ovest: Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia, Liguria;
Nord–Est: Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna;
Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio;
Mezzogiorno:
-Meridione (Sud): Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
-Isole: Sicilia e Sardegna |

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| Saldi finanziari territoriali |
I Saldi finanziari territoriali sono ottenuti
attraverso la somma algebrica fra il complesso delle entrate e quello delle spese realizzate durante l’esercizio di riferimento dall’insieme degli organismi che operano nell’ambito di ciascun territorio
regionale e che vengono considerati ai fini della costruzione del corrispondente conto consolidato. |
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| Serie Storiche |
Insieme ordinato e finito di misurazioni, effettuate
nel tempo, relative ad un determinato fenomeno. |
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| Settore Pubblico |
Insieme di Enti pubblici individuato sulla base delle specifiche
funzioni ad essi attribuite (classificazione funzionale
degli enti che lo compongono), si identifica di fatto con il settore delle Amministrazioni pubbliche
adottato nell’ambito della contabilità nazionale secondo il Sistema europeo dei conti economici integrati (ora SEC95). |
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| Settore Pubblico Allargato |
Il Settore Pubblico Allargato, introdotto con la
legge n. 468/1978 di riforma della contabilità di Stato, si riferisce ad un aggregato più
ampio di quello delle Amministrazioni pubbliche adottato dall’ISTAT, in quanto comprende
anche le imprese pubbliche (nazionali e locali) che producono
servizi destinati alla vendita, ma di pubblica utilità
(energia, ecc.). Tale definizione è stata introdotta con l’obiettivo di consentire
al Ministro del Tesoro oggi Ministero dell'Economia e delle Finanze di presentare periodicamente al Parlamento una relazione sulla stima del fabbisogno
dell’intero settore pubblico. |
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| SFOP |
Lo Strumento finanziario di orientamento per la pesca (SFOP) è un fondo europeo creato con lo scopo di sostenere azioni strutturali nel settore della pesca e della trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti. Nel nuovo periodo di programmazione 2007–2013 lo SFOP è stato sostituito dal FEP. |
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| Sistema Europeo dei Conti (SEC) |
Nel 1970 l'Istituto Statistico delle Comunità Europee (Eurostat) ha adottato un sistema armonizzato dei conti: il SEC. Nel 1995 tale sistema è stato modificato, coerentemente con il nuovo sistema dei conti nazionali SNA 93, redatto dall'ONU e da altre istituzioni internazionali, tra cui lo stesso Eurostat. Il SEC 95, approvato come regolamento comunitario (Regolamento del Consiglio, CE, 2223, 25 giugno 1996), permette una descrizione quantitativa
completa e comparabile dell'economia dei paesi membri dell'attuale Unione europea (UE), attraverso un
sistema integrato di conti di flussi e di conti patrimoniali definiti per l'intera economia e per
raggruppamenti di operatori economici (settori istituzionali). |
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| Sofferenze (Credito) |
Secondo la definizione della Banca d’Italia sono i
crediti al valore nominale nei confronti di soggetti in stato d’insolvenza (anche non accertato
giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili. |
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| Spesa (di parte) corrente |
Parte della spesa pubblica che comprende le erogazioni
destinate alla produzione diretta dei servizi pubblici (spese di personale, acquisto di beni e servizi,
ecc.), nonché quelle finalizzate alla redistribuzione dei redditi (pensioni, altri trasferimenti a famiglie ed imprese, ecc.). |
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| Spesa per investimenti |
Parte della spesa in conto capitale che si riferisce all’acquisizione
di beni mobili ed immobili effettuato dagli Enti pubblici, i quali si concretizzano in infrastrutture
materiali ed immateriali messe a disposizione della collettività nazionale. |
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| Spese connesse allo sviluppo |
Definite dalla C.E. e da essa impiegate, in particolare,
per la verifica del rispetto del principio di addizionalità
da parte degli Stati membri dell’Unione, esse comprendono - oltre alle spese per investimenti
e i trasferimenti di capitale - anche le spese correnti sostenute per l’attività di formazione, in quanto considerate investimenti in capitale umano. |
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| Spese in conto capitale |
Parte della spesa pubblica che comprende le spese che
in modo diretto o indiretto consentono agli Enti pubblici di contribuire alla formazione e/o espansione
del capitale produttivo esistente nel sistema economico nazionale. |
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| Stakeholders |
Enti, organizzazioni, gruppi o individui che hanno
un interesse diretto o indiretto in un intervento di sviluppo o nella sua valutazione. |
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| Stato membro |
Paese membro dell’Unione europea. Nell’ambito
dei gemellaggi amministrativi PHARE può prestare assistenza in specifici settori dell’acquis
comunitario ai paesi che si preparano ad aderire alla UE. |
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| Studio di Fattibilità |
La legge 144 del 1999 prevede lo studio di fattibilità
per le opere di costo complessivo superiore a 10,3 milioni di euro (20 miliardi delle vecchie lire)
come strumento ordinario preliminare ai fini dell’assunzione
delle decisioni di investimento da parte delle Amministrazioni pubbliche; gli studi di fattibilità approvati dalle Amministrazioni costituiscono inoltre certificazione di utilità degli investimenti ai fini dell’accesso
preferenziale ai fondi disponibili per la progettazione
preliminare, e costituiscono titolo preferenziale ai fini della valutazione dei finanziamenti delle
opere. |
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| Sub-aggregati |
Voci che compongono gli aggregati principali delle grandezze
considerate. |

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| Tasso di attività |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto
tra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la popolazione di 15 anni e più. |
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| Tasso di disoccupazione |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto
tra il numero delle persone in cerca di occupazione e il totale delle forze di lavoro. |
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| Tassi di occupazione |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il rapporto
tra il numero degli occupati e la popolazione totale. |
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| Trasferimenti di capitale |
Parte della spesa in conto capitale che si riferisce ai trasferimenti di capitale a imprese e a famiglie. |
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| Turismo |
Arrivi,
Permanenza media, Presenze. |
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| Twinning Contract |
Accordo di gemellaggio tra il Paese candidato e lo Stato
Membro che definisce i contenuti, gli obiettivi del progetto, le responsabilità delle parti
ed il budget. |

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Unità centrale per i finanziamenti e gli appalti
(Central Finance and Contracting Unit - CFCU) |
Struttura istituita presso il Ministero delle Finanze di ciascun
Paese candidato. È responsabile della stipula dei contratti e dei pagamenti ed è associato
alla Delegazione della Commissione nella approvazione degli aspetti finanziari del Covenant. |
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| Unità standard di lavoro (ULA) |
Quantifica in modo omogeneo il volume dell'occupazione presente
nel territorio economico considerato. Tale calcolo si è reso necessario in quanto la persona
può assumere una o più posizioni lavorative in funzione:
1) dell'attività (unica, principale, secondaria);
2) della posizione nella professione (dipendente, indipendente);
3) della durata (continuativa, non continuativa);
4) dell'orario di lavoro (a tempo pieno, a tempo parziale);
5) della posizione contributiva o fiscale (regolare, irregolare).
Secondo la definizione dell’ISTAT, l'unità di lavoro standard rappresenta la quantità
di lavoro prestato nell'anno da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente
prestata da lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro. Questo concetto non
è più legato alla singola persona fisica, ma risulta ragguagliato ad un numero di
ore annue corrispondenti ad un'occupazione esercitata a tempo pieno, numero che può diversificarsi
in funzione della differente attività lavorativa. Le unità di lavoro sono dunque utilizzate
come unità di misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e servizi rientranti
nelle stime del prodotto interno lordo in un determinato periodo di riferimento. (Sistema europeo dei conti,
SEC 95).
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| Valore aggiunto |
Secondo la definizione dell’ISTAT, l'aggregato consente
di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione
della comunità per impieghi finali. E' la risultante della differenza tra il valore della
produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive ed il valore dei beni e servizi
intermedi dalle stesse consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre
unità produttive). Corrisponde alla somma delle retribuzioni dei fattori produttivi e degli
ammortamenti. Può essere calcolato ai prezzi di base o ai prezzi di mercato. (Sistema europeo
dei conti, SEC 95) |
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| Valore aggiunto ai prezzi di base |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il saldo
tra la produzione e i consumi intermedi, in cui la produzione è valutata ai prezzi di base,
cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai prodotti. La produzione
valutata ai prezzi di base si differenzia da quella valutata al costo dei fattori: quest'ultima, è
infatti al netto di tutte le imposte (sia quelle sui prodotti, sia le altre imposte sulla produzione),
ed al lordo di tutti i contributi (sia i contributi commisurati al valore dei beni prodotti, sia gli
altri contributi alla produzione). |
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| Valore aggiunto ai prezzi di mercato |
Secondo la definizione dell’ISTAT è il valore
aggiunto ai prezzi di base aumentato delle imposte sui prodotti, IVA esclusa e al netto dei contributi
ai prodotti. |
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| Valutazione |
L’apprezzamento sistematico e oggettivo su formulazione, realizzazione
ed esiti di un progetto, programma o politica che si effettua in corso d’opera o dopo il completamento delle attività previste.
Essa si propone di esprimere un giudizio sulla rilevanza
e il raggiungimento degli obiettivi, su efficienza, efficacia, impatto e sostenibilità. Una valutazione dovrebbe fornire informazioni credibili e utili e consentire ai beneficiari e ai donatori l’integrazione
degli insegnamenti appresi nei loro processi decisionali.
Per valutazione si intende anche il processo di determinazione del valore e dell’importanza
dei possibili effetti indotti da un’attività,
politica o programma. Trattasi della formulazione di un giudizio, argomentato tramite procedure di
ricerca valutativa nel modo più sistematico possibile, su un intervento di sviluppo pianificato,
in fase di realizzazione o già completato.
Valutazione e ricerca valutativa non devono essere confuse con Monitoraggio e Audit.
In alcuni casi la valutazione comporta la definizione di standard appropriati, un esame delle prestazioni
rese in rapporto a detti standard, un giudizio sui risultati ottenuti rispetto a quelli originariamente
attesi e l’identificazione degli insegnamenti più rilevanti scaturiti dall’esperienza.
[cfr. Glossario della ricerca valutativa di Claudio Bezzi – Rassegna Italiana di valutazione
11/98 - (Il seguente link apre un sito esterno) www.valutazioneitaliana.it; Glossario dei principali termini utilizzati negli ambiti valutazione e gestione basata sui risultati– (Il seguente link apre un pdf in un sito esterno) www.oecd.org/dataoecd/14/31/17484948.pdf;
Glossary of 300 concepts and technical terms –
Collezione MEANS Vol.6 – Eurpean Commission] |
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| Valutazione di programma |
Valutazione di un insieme di interventi combinati e destinati
al raggiungimento di specifici obiettivi di sviluppo a livello globale, di area, di paese,
o al raggiungimento di obiettivi di sviluppo settoriale.
[cfr. Glossario dei principali termini utilizzati negli ambiti valutazione e gestione basata sui risultati
– (Il seguente link apre un pdf in un sito esterno) www.oecd.org/dataoecd/14/31/17484948.pdf] |
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| Valutazione indipendente |
Valutazione realizzata da enti o persone non soggetti a controllo
da parte dei responsabili della formulazione e della
realizzazione di un intervento di sviluppo. La credibilità di una valutazione dipende
in parte dal grado di indipendenza con la quale è stata effettuata. L’indipendenza
implica la libertà da influenze politiche e da pressioni degli enti interessati e si caratterizza
per un libero accesso alle informazioni e per un’autonomia
totale nell’investigazione e nella presentazione dei risultati.
[(Il seguente link apre un sito esterno) cfr. Glossario dei principali termini utilizzati negli ambiti valutazione e gestione basata sui
risultati – ] |
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| Valutazione intermedia |
Valutazione condotta circa alla metà del processo di
realizzazione dell’intervento.
[cfr. Glossario dei principali termini utilizzati negli ambiti valutazione e gestione basata sui risultati – (Il seguente link apre un pdf in un sito esterno) www.oecd.org/dataoecd/14/31/17484948.pdf] |
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| Variabili di rottura |
Si tratta di 13 indicatori (Esportazioni in percentuale
del PIL, Importazioni in percentuale del PIL, Importazioni nette in percentuale del PIL, Giornate di presenza (italiani e stranieri) nel complesso degli esercizi
ricettivi per abitante, Investimenti fissi lordi in percentuale del PIL, Investimenti diretti netti
esteri in Italia su investimenti fissi lordi (%), Tasso di attività totale della popolazione
in età 15-64 anni, Unità di lavoro irregolari sul totale delle unità di lavoro
(%), Indice di specializzazione in prodotti selezionati,
Indice di specializzazione tecnologica, Unità
di lavoro nei settori del credito, delle assicurazioni
e degli altri servizi destinabili alla vendita sul
totale delle unità di lavoro dei servizi destinabili alla vendita, Indice di occupazione
sociale, Differenziale dei tassi a breve termine sui finanziamenti per cassa con il Centro-Nord,
Indice di criminalità violenta: crimini violenti
per 10.000 abitanti), utilizzate nel corso della
valutazione ex-ante del Quadro Comunitario di Sostegno
2000-2006, come variabili che congiuntamente catturano
le potenzialità di sviluppo dell’area,
poiché colgono i canali attraverso i quali un’accelerazione e riqualificazione degli
investimenti pubblici può innalzare la produttività
potenziale, il rendimento degli investimenti privati e quindi la crescita. |
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| Variazione delle scorte |
Secondo la definizione dell’ISTAT, le scorte comprendono
tutti i beni che rientrano negli investimenti lordi
ma non nel capitale fisso e che sono posseduti ad
un dato momento dalle unità produttive residenti.
La variazione è misurata come differenza
tra il valore delle entrate nel magazzino e quello
delle uscite dal magazzino. Comprendono le seguenti
categorie: materie prime, prodotti intermedi, prodotti
in corso di lavorazione, prodotti finiti. (Sistema
europeo dei conti, SEC 95) |
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| Vendite del commercio fisso al dettaglio |
Secondo la definizione dell’Istat sono le vendite
mensili al dettaglio relative alle imprese commerciali operanti tramite punti di vendita al minuto in sede
fissa, autorizzati alla vendita di prodotti nuovi, con esclusione dei generi di monopolio, delle rivendite
di autoveicoli e combustibili e delle riparazioni. Gli indici per area geografica tengono conto della
distribuzione territoriale dell’impresa e non dei punti di vendita.
Le imprese sono classificate per forma distributiva. La grande distribuzione è identificata dalle
imprese che possiedono punti vendita operanti nella forma di supermercato, ipermercato, hard discount,
grande magazzino, altra grande superficie specializzata. Il punto di vendita operante su piccola superficie
è il punto di vendita specializzato, non appartenente alla grande distribuzione. |

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| Zone Franche Urbane (ZFU) |
Le Zone Franche Urbane sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.
Per maggiori informazioni sull'applicazione del dispositivo in Italia consulta il sito web del DPS a pagina http://www.dps.mef.gov.it/zone_franche_urbane/ZFU_cosa_sono.asp
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