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Come si utilizza
In base alle disposizioni della Delibera CIPE n. 166/2007 ciascuna Regione o Amministrazione centrale destinataria di risorse a valere sul FAS dovrà predisporre un Programma Attuativo, nel rispetto dei seguenti principi:
- prevalente destinazione delle risorse ad obiettivi di riequilibrio economico sociale, così come previsto dall'art.119, comma V della Costituzione;
- addizionalità delle risorse, che non possono sostituirsi a quelle della politica ordinaria;
- sussidiarietà e adeguatezza territoriale del livello di programmazione ed attuazione degli interventi;
- necessario collegamento e coerenza con la strategia di politica regionale unitaria e con la programmazione ordinaria regionale e nazionale.
Nel Programma Attuativo saranno indicati i settori di intervento prescelti, nonché le Linee di Azione per ciascun settore e gli interventi che saranno realizzati nel corso dell'intero periodo di programmazione. Grazie ad un'ottica di programmazione settennale sarà possibile proseguire il cammino già intrapreso verso un quadro di riferimento sempre più concreto nei confronti degli operatori economici pubblici e privati, nonché pianificare, gestire ed accelerare la spesa per investimenti pubblici in infrastrutture avvalendosi di un quadro di riferimento finanziario certo e flessibile.
Il Programma Attuativo FAS conterrà inoltre l'indicazione degli strumenti attuativi prescelti per il perseguimento degli obiettivi: Accordo di programma quadro, APQ interregionale, Strumenti di attuazione diretta. Di norma l'attuazione dei Programmi attuativi nazionali ed interregionali si dovrà realizzare attraverso lo strumento dell'Accordo di programma quadro.
Nel nuovo sistema di programmazione quindi lo "strumento APQ" da un lato diviene non obbligatorio al fine dell'utilizzo delle risorse per le Aree Sottoutilizzate – in quanto è possibile utilizzare altre modalità definite "di attuazione diretta" – da un altro lato ne esce rafforzato data la previsione normativa dell'Accordo di programma quadro Interregionale che valica quindi i limiti del territorio regionale per diventare uno strumento di programmazione negoziata di più ampio respiro.
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